Mancano meno di due mesi al via della prima edizione del festival di fotografia di Riaperture, ma lo sapete, non riusciamo a stare fermi. Così, in occasione del weekend a Bologna dedicato ad Artefiera, gli amici di BAM – Strategie culturali ci hanno chiesto di realizzare insieme a loro un’anteprima della nostra rassegna. Danilo Garcia Di Meo, uno dei fotografi in mostra a Ferrara dal 17 al 19 marzo, porterà a Bologna il suo nuovo progetto realizzato a Tor Bella Monaca, a Roma, in collaborazione con AMREF Healt Africa Italia.

Saremo al fianco di BAM per una giornata bolognese dedicata alla fotografia. «Sempre insieme a Craq Design Studio – raccontano i ragazzi di BAM – siamo pronti ad aprire le porte di Work in progress Coworking Bologna e Capodilucca / dove scorrono le idee agli artisti, alle loro opere (quest’anno SOLO FOTOGRAFIA!) e ai visitatori dell’Art City White Night
Danilo Garcia Di Meo, Riaperture e Ivàn Selva vi aspettano sabato 28 e domenica 29 gennaio per la notte bianca dell’arte – e dei #coworking ;)».

Danilo ci spiega così il suo nuovo progetto, Quattro torri e una comunità:

Incassata tra via Casilina e il Grande Raccordo Anulare, Tor Bella Monaca appare una penisola del territorio romano, un luogo a sé stante in cui emerge una peculiare strategia di sopravvivenza in risposta alla latitanza istituzionale percepita dai suoi abitanti e all’assenza di efficaci servizi pubblici in grado di cambiare sorti che appaiono già segnate. Il “vuoto di Stato” è, infatti, un elemento ricorrente nei racconti dei suoi abitanti, racconti che si snodano attorno alle quattro torri che, con oltre 20 piani e circa 150 appartamenti, sono il simbolo di questo quartiere.
Luogo osmotico, posto di diversità e convivenza, in cui l’idea di comunità non guarda alla provenienza, ma alla comune presenza su un territorio che lega i suoi abitanti alle medesime esigenze e alle stesse difficoltà. Tor Bella Monaca è, però, anche bellezza e speranza. La bellezza delle persone, la speranza che emerge dalle loro narrazioni. Affiora con chiarezza la voglia di “fare il quartiere”, un quartiere che non si vuole abbandonare ma rendere più vivibile attraverso la pulizia e la riqualificazione delle aree verdi, la costruzione di reti sociali che sopperiscano alla mancanza dei servizi.
Il degrado si accompagna alla solidarietà che si manifesta in svariate forme: dalle chiese che organizzano centri di accoglienza, a “El Che-ntro Sociale Torbellamonaca” che da oltre vent’anni costruisce esperienze di mutualismo e di aggregazione sociale per le famiglie e, soprattutto, per i bambini del quartiere. Elementi di speranza e di bellezza appunto, che si riproducono e lasciano tracce di sé per tutto il quartiere. Quando le persone ripercorrono la propria storia per spiegare la loro condizione a chi viene da fuori, a chi non è del posto, il racconto non è mai soltanto personale ma investe una dimensione collettiva, quella del comune sentire e del comune destino.
C’è, poi, l’azione e l’impegno che ogni giorno volontari, operatori sociali e personale educativo non fanno mai venire meno e che entra in sinergia con questa rete di relazioni umane che lega l’articolato puzzle esistenziale delle donne, degli uomini e dei bambini di Tor Bella Monaca.

Il luogo comune che vuole la periferia, specie la periferia di una metropoli come Roma, sinonimo di degrado e assenza di speranza: Danilo con il suo sguardo e con la forza dei protagonisti ritratti, cerca di ribaltare tutto questo. Raccontando la bellezza, che, nonostante tutto, si scorge anche in quei luoghi. Danilo smonterà luoghi comuni assieme a noi anche a Ferrara, dal 17 al 19 marzo durante la prima edizione del festival. Intanto, vi aspettiamo sabato 28 e domenica 29 gennaio a Bologna.

Danilo Garcia Di Meo. Quattro torri e una comunità

sabato 28 gennaio 2017 dalle 19.30 alle 24
domenica 29 gennaio 2017 dalle 11 alle 13

Coworking Work in progress
via Marconi 45 – Bologna

In anteprima alcune immagini della mostra, grazie a Danilo Garcia Di Meo: