«Mi piace quando la fotografia diventa destabilizzante, quando punge, quando non è controllabile: nel momento dello scatto comanda spesso la casualità, succedono cose straordinarie e tu devi saperle cogliere»: la terza edizione di Riaperture Photofestival Ferrara 2019 si è chiusa con le parole e le isole di Francesco Comello, che ci ha raccontato dei suoi viaggi a Cuba e di come vive la fotografia. Noi a Ferrara l’abbiamo vissuta per sei giorni proiettati nel futuro: provando con le storie che vi abbiamo raccontato, a tenere tutto un po’ insieme, a mettervi in collegamento, visto che i ‘link’, per dirla alla Simone Sbarbati, sono il vero motore di tutto, che sia un magazine come Frizzifrizzi o la curiosità insopprimibile di sapere sempre cosa ci sia dopo. Abbiamo provato a mostrarvelo, cosa ci sia Dopo, in sei giorni con diciassette mostre, otto luoghi uno più sorprendente dell’altro, e l’abbiamo fatto insieme a 4800 di voi, tanti quante le presenze della terza edizione: se almeno un po’ ci siamo riusciti, a raddrizzare il senso di quella parola là, ‘futuro’, a ridargli un po’ di sapore essenziale e strapparlo dalla retorica di un presente buio dominante, tutto questo allora un po’ di senso ce l’ha avuto.

Torniamo nel 2020 con la quarta edizione, intanto grazie: a tutti i nostri volontari, a tutto il nostro staff, a chi ha portato storie di fotografia e di futuro a Ferrara, in luoghi che ora richiudono, è vero, ma almeno adesso sappiamo meglio come si possono riaprire.