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Massimo Mastrorillo a Riaperture con ‘Aliqual’

In questa terra di «confusissimi sogni» capita di imbattersi in lavori che prendono una strada, con consapevolezza, e con altrettanta lucidità finiscano poi per essere rimessi in un cassetto: Aliqual, il progetto di Massimo Mastrorillo su L’Aquila e il terremoto del 2009, era iniziato con certe premesse e poi è stato completamente stravolto. Esposto a Factory Grisù durante i giorni della prima edizione del festival di Riaperture, Aliqual è stato presentato e raccontato da Mastrorillo stesso: «tra due storie da scegliere, prendi sempre quella più difficile, perché ti costringerà a trovare una soluzione».

Così, a forza di ripetere parole, concetti, situazioni e stati d’animo, si finisce per traslitterarli, tramutarli e diventano altro: oggetti abbandonati illuminati dalla luce artificiale del fotografo pronto a raccogliere ogni segnale di esistenza. Compresi quelli non aspettati, perché Aliqual è un progetto nato in un modo e finito in un altro, perché le risposte che la realtà ci dà non devono per forza piacerci o essere prevedibili, ma vanno accolte, condotte e guidate alla luce. Trovare una soluzione, con la fotografia che riesce anche a restituire, ai luoghi che condiziona, e non soltanto a prendere.

foto di Jessica Morelli, Simone Dovigo e Giacomo Stefani

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  1. […] di essere valutati da una giuria di fotografi professionisti, quest’anno presieduta da Massimo Mastrorillo, vincitore World Press Photo e già nostro ospite nel 2017 con […]

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