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Le storie di Riaperture 2018 rianimano i palazzi chiusi dal terremoto

Dentro Palazzina Cavalieri di Malta c’erano tre stanze. Tre passaggi, ulteriori, stratificati, in cui addentrarsi come dentro le pagine di un libro, i sedimenti di una roccia, il tempo che passa e lascia i segni sui muri. Adiacente al celebre Palazzo Massari, anche la palazzina di Cavalieri di Malta vive lo stesso destino di molti antichi palazzi di Ferrara: congelata dal terremoto, in attesa di un restauro che si sta compiendo. Eppure dopo sei anni, grazie alle mostre di Riaperture 2018, è stata di nuovo attraversata dalla luce.

Sulla soglia, ad attenderti, la bambina con il pallone. Lo sguardo triste e infinito di una bambina, senza tempo. Le verità di Letizia Battaglia, l’amore per una terra controversa, l’umanissima pietà di documentare per far vivere chi ha subito violenza. Poi una tenda nera, un avviso a rimanere seduti per mezzora, un lusso di questi tempi parcellizzati. Sedersi per guardare una storia inedita, quella di due persone che hanno costruito il proprio futuro partendo dall’unica cosa che avevano: loro stessi. ‘EVM 01’, il documentario di Lele Marcojanni su Agenzia Luce, lo studio di stampa e sviluppo a Trieste fondato da Mauro Zerial e Valentina Gariuolo. Una storia di chimica, alchimia di destini e caratteri, errori e illuminazioni, una vita per la fotografia da toccare con mano, come le fotografie di Valentina e Mauro appese ai muri scalcinati.

Ancora gradino, il terzo stadio di tre riaperture in una, le città calviniane di Alessandro Ruzzier. Piccole immagini fantascientifiche, mondi alieni dove anche di notte resistono le più improbabili sfumature di colore, dove gli unici assenti siamo noi, noi che dormiamo dentro quelle finestre chiuse e non sapremo mai come sono i posti che lasciamo disabitati. Le pareti che ospitavano le foto di ‘Custodia‘ sono segnate da scritte di secoli fa: note scritte da mani più abituate di noi alla calligrafia, che sembrano scritte ieri, o tra mille anni, quando Riaperture, e non le chiusure, saranno un ricordo, e palazzi così chissà cosa saranno di nuovo diventati.

foto di Pietro Marino, Eugenio Ciccone, Giacomo Brini e Maria Chiara Bonora