I luoghi del festival

L’obiettivo di Riaperture Photofestival Ferrara è di riaccendere l’attenzione su luoghi pubblici o privati attualmente non in uso, per portare loro nuova energia: per questo le mostre saranno ospitate in sedi aperte per la prima volta alle immagini.

Dal 6 all’8 e dal 13 al 15 aprile 2018 la fotografia riaccende la luce su quella Ferrara che non si vede in cartolina o sui libri di storia: la Ferrara dell’ex caserme dei pompieri, dei negozi chiusi, di spazi in ristrutturazione. Quella Ferrara brulicante vita (passata o futura) che, fosse anche solo per tre giorni, tornerà a illuminarsi proprio grazie alla fotografia. Il festival Riaperture è fatto per chi «non vuole lasciarsi stare, dietro o davanti alla macchina fotografica», e risponde alla necessità di guardare alla realtà che ci circonda, sia locale che globale, con occhi nuovi.

Dove saranno le mostre di Riaperture Festival Fotografia Ferrara 2018​?Alcune conferme, tante novità, sempre alla ricerca di quella Ferrara dimenticata, trascurata, sepolta dalla polvere, toccata dai cantieri, una città che è fatta dei luoghi dove abbiamo trascorso le nostre vite, secoli o decenni o pochi secondi fa.

I luoghi dell’edizione 2018 saranno: Consorzio Factory Grisù​ (ex caserma dei Vigili del Fuoco), l’ex drogheria Bazzi (in piazza Municipale, per la prima volta riaperta dopo anni di attesa), Palazzo Prosperi Sacrati, Palazzo Massari e Palazzo Cavalieri di Malta (riaperti eccezionalmente per Riaperture, per la prima volta dopo il terremoto 2012), Casa Niccolini, la chiesa di San Giuliano (in piazza Castello) e il negozio di via Cortevecchia. La fotografia riapre i luoghi chiusi di Ferrara.

Le mostre del festival di Riaperture saranno ospitate in questi luoghi di Ferrara (clicca sul nome per aprire Google Maps):

– Factory Grisù (ex Caserma Vigili del Fuoco)
– ex Bazzi e Coloniali (piazza Municipale)
– Palazzo Prosperi Sacrati
– Palazzo Massari
– Palazzo Cavalieri Di Malta
– Casa Niccolini
– Chiesa San Giuliano
– Negozio via Cortevecchia 18 b/c

Tutti le location delle mostre saranno accessibili anche ai disabili.

I testi dei luoghi sono di Laura Saetti.

Factory Grisù

via Poledrelli 21, Ferrara
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La Caserma dei civici pompieri venne costruita su progetto dell’ing. Luigi Barbantini ed inserita in una ridisegnata tramaviaria e degli spazi edificabili. Fu inaugurata il 28 ottobre 1930, ed abbandonata definitivamente nel 2004. L’edificio di via Poledrelli è uno degli elementi architettonici che, nella prima metà del XX secolo, ridisegnarono il “Rione Giardino”. La progettazione di questo quartiere rappresentò un esempio moderno di programmazione e di sviluppo di un’area all’interno delle mura a misura d’uomo ed immersa nel verde.
Nell’agosto 2012 l’immobile è stato concesso dalla Provincia di Ferrara in comodato d’uso gratuito all’Associazione no profit “Grisù” che l’ha gestito fino al febbraio 2016, dando avvio al recupero degli spazi e alla selezione delle prime imprese che si sono insediate al suo interno.
Il Consorzio Factory Grisù si è costituito a Ferrara nel febbraio 2016 con lo scopo di partecipare alla gara indetta dal Comune di Ferrara per la nuova gestione della factory creativa, ed è oggi il gestore dell’immobile fino al 2023.
In pieno centro storico Grisù, con i suoi 4000 mq di creatività, è un catalizzatore di progetti d’impresa caratterizzati da talento ed innovazione, solo “per chi ha fuoco dentro”.

Palazzo Prosperi-Sacrati

corso Ercole d’Este 23, Ferrara
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Celebre edificio di Ferrara, posto di fronte al Palazzo Diamanti, al centro dell’Addizione Erculea disegnata dagli Estensi. Edificato a partire dal 1493 da Francesco da Castello, archiatra di Ercole I d’Este, venne completato nel 1514 circa.

Furono proprietarie del palazzo molteplici nobili famiglie ferraresi: dai Da Castello passò alla famiglia Giraldi, dal 1690 appartenne ai Sacrati, quindi nel primo Ottocento ai Prosperi sino al 1934, quando il complesso venne acquistato dal Demanio dello Stato che lo destinò a servizi militari.

Il palazzo ha subito nel tempo sostanziali modifiche. I primi mutamenti si registrano verso la metà del XVIII secolo con la costruzione della scala ellissoidale che conduce al piano nobile. Sotto la famiglia Prosperi furono demolite le due ali laterali e il cortile, su cui apre il loggiato rossettiano, oggi ridotto a una piccola striscia di terreno. Tra le migliorie ottocentesche importante fu l’aggiunta di un terrazzino angolare su corso Porta Po, attribuito a Biagio Rossetti, che richiama il bellissimo portale monumentale in stile veneziano su Corso Ercole I d’Este, sovrastato da un balcone di marmo bianco e sorretto da putti seduti sulla trabeazione.
Nel 1944 il palazzo venne colpito dai bombardamenti angloamericani che provocarono alcuni danni anche al portale, di nuovo restaurato nel 1946 e poi ancora tra il 1984 ed il 1985.

Dopo la guerra l’edificio fu oggetto di permuta tra il Demanio ed il Comune di Ferrara che ha infine acquisito l’immobile, oggi in condizioni precarie ed in attesa di nuovo restauro.

Di rara bellezza, Palazzo Prosperi Sacrati non ha mancato di stupire personaggi celebri come Michelangelo Antonioni, che lo scelse come location nel film Al di là delle nuvole diretto nel 1995, e Giosuè Carducci, a cui ne dedicò un verso in Rime e ritmi del 1898.

«Lampeggia, palazzo spirtal de’diamanti,
e tu, fatta ad accôrre sol poeti e duchesse,
o porta de’ Sacrati, sorridi nel florido arco!»

(Giosuè Carducci, Alla città di Ferrara, Rime e ritmi, 1898)

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Leggi l’incredibile storia di questo gioiello dell’epoca estense su Listone Mag.

ex drogheria Bazzi

piazza Municipale, Ferrara
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Sede dell’ex drogheria Bazzi e Coloniali, situata in pieno centro storico, proprio accanto al grandioso Scalone d’Onore costruito su progetto di Pietro Benvenuto degli Ordini come accesso al cortile d’onore del Palazzo Ducale Estense, oggi Piazza Municipale.

Storica attività commerciale ferrarese di generi alimentari d’importazione, dopo la chiusura dell’attività dei Grigioni alla fine degli anni ’90, i locali sono sempre rimasti serrati fino all’acquisto nel 2001 da parte del Comune. Solo un anno fa il prezioso stabile, strettamente tutelato dalla Soprintendenza, è stato concesso in gestione per valorizzazione al gruppo Kofler, una catena di birrerie e ristoranti di origine padovana, che con tutta probabilità inaugurerà entro fine anno.

Il locale è di origine rinascimentale con importanti valenze storiche. Testimonianze architettoniche e decorative sono state lasciate durante i secoli documentandone una complessa successione di fasi evolutive, come i dipinti murali e il soffitto a cassettoni del Quattrocento al primo piano scoperti durante i lavori di restrutturazione. Notevole l’affaccio sul Giardino delle Duchesse, luogo paradisiaco realizzato nella seconda metà del ‘400 sotto Ercole I d’Este, che favorirebbe un più ampio ed inedito utilizzo dello stabile attuando una forte opera di riqualificazione di parte del centro storico.

Casa Niccolini

via Romiti 13, Ferrara
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Fabbricato di origine medievale trasformato nel corso del XIX e nel XX secolo, quando assunse l’aspetto attuale. Lo storico edificio, fin dal 1669, è dotato di un cortile interno e di due corpi di fabbrica notevolmente modificati nel corso degli anni ma ancora riconoscibili.

Come ricorda la targa posta a tutt’oggi sulla facciata, la casa acquisì interesse storico come dimora di Pietro Niccolini (1866 – 1939), fondatore della Società Dante Alighieri, sindaco della città, nonchè giornalista e saggista di spicco nella Ferrara di fine Ottocento e inizio Novecento. Niccolini alla sua morte lasciò l’immobile all’Opera Pia “Lascito Niccolini”, da lui fondata presso la Cassa di Risparmio di Ferrara poco prima di spegnersi. Solo alla fine degli anni ’80 il Comune di Ferrara decise di acquistare Casa Niccolini nonostante il pessimo stato di conservazione, peggiorato ulteriormente dagli eventi sismici del 2012.

L’edificio al momento è sottoposto a lavori di ristrutturazione ma presto sarà annesso alla Biblioteca Ariostea. La destinazione prevista per la nuova ala della storica biblioteca sarà duplice: in parte deposito di oltre tredicimila volumi, ed in parte nuova sede della sezione dedicata ai ragazzi, con l’aggiunta di spazi appositi per la lettura e per le attività didattiche.

Palazzo Massari

corso Porta Mare 9, Ferrara
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Eretto alla fine del Cinquecento e chiamato anticamente Palazzo Bevilacqua o Palazzo Rosso, venne commissionato dal conte Onofrio Bevilacqua nel 1591 tra il quadrivio degli Angeli, fulcro dell’ambizioso progetto urbanistico di Biagio Rossetti, e l’antica piazza Nova, oggi Ariostea.

L’edificio è composto da due piani di altezza uguale, separati all’esterno da una cornice marcapiano in cotto che divide la facciata in due ordini, chiaramente distinguibili osservando le finestre che scandiscono il complesso architettonico.

Negli ultimi decenni del Settecento, in concomitanza con l’ampliamento dell’edificio, l’architetto Luigi Cosimo Bertelli trasformò gli orti retrostanti in un parco con giardini all’italiana e costruì l’attuale Palazzina dei Cavalieri di Malta, come dépendance in stile neoclassico.

Dopo alcuni decenni di incuria e spoliazioni seguiti alle conquiste napoleoniche e al tramonto delle fortune dei Bevilacqua, all’indomani dell’Unità d’Italia il palazzo divenne proprietà della famiglia Massari che dispose la trasformazione del parco in un giardino all’inglese.

Nel 1936 il complesso venne venduto dagli eredi dei Massari al Comune di Ferrara che, a partire dagli anni Settanta, vi allestì una collezione d’arte contemporanea ospitando tre importanti istituzioni museali civiche ferraresi: il Museo Giovanni Boldini, il Museo dell’Ottocento ed il Museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis. In un edificio esterno è stato ricavato il Padiglione d’arte contemporanea, adibito a sede di esibizioni temporanee.

A causa del terremoto del maggio 2012 Palazzo Massari venne dichiarato inagibile e conseguentemente svuotato di tutte le opere all’interno, da allora è chiuso per lavori di restauro. Una parte delle opere del Museo Giovanni Boldini e del Museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis sono al momento visibili presso il Castello Estense.

Palazzina Cavalieri di Malta

corso Porta Mare 7, Ferrara
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La storia di Palazzo Cavalieri di Malta è legata indissolubilmente a quella di Palazzo Massari. Tra il 1775 ed il 1785 per volere del marchese Camillo Bevilacqua Cantelli, Palazzo Rosso venne ampliato con l’annessione di una nuova costruzione più bassa, Palazzina Bianca. Considerata uno dei pochi esempi di architettura neoclassica a Ferrara, la struttura fece poi da sede dell’Ordine dei Cavalieri di Malta su scelta di Leone XII per preservare questi ultimi dall’avidità di chi mirava ad occupare l’isola di Malta. Nel 1826 i Cavalieri presero alloggio nella Palazzina Bianca, dove impiantarono la cancelleria e svolsero la loro azione con lo spirito che li aveva animati per secoli nella difesa della fede cristiana. Qui rimasero per otto anni, fino al 1834, modificando la denomiazione della struttura a Palazzo dei Cavalieri di Malta. Oltre a questa, tante sono le testimonianze storiche che evidenziano il passaggio del famoso Ordine religioso a Ferrara, prima di stabilirsi definitivamente a Roma a seguito della tempesta napoleonica.

Dal 1936 il complesso seguì quelle che furono le sorti di Palazzo Massari: dapprima venduto al Comune, poi anch’esso sede dei Musei d’arte moderna e contemporanea ferraresi, tra cui il Padiglione esterno destinato alle esposizioni temporanee, protagonista di un’intrigante fatalità. Il 20 maggio del 2012 venne inaugurata la mostra Memorie Liquide del fotografo italo-palestinese Mustafa Sabbagh, stessa sera in cui avvenne il sisma che rese inagibile l’edificio fissando inevitabilmente anche l’epilogo dell’esposizione. Chiuso in occasione di una mostra fotografica, Palazzo Cavalieri di Malta riapre per la prima volta dopo quasi sei anni proprio in occasione di una mostra fotografica.

Chiesa di San Giuliano

piazza della Repubblica, Ferrara
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Nei pressi del castello Estense, in Piazza della Repubblica all’angolo con Largo Castello, si trova la piccola chiesetta di San Giuliano.

Curioso il fatto che già nel XIII secolo esistesse una chiesa parrocchiale dedicata a san Giuliano, ma questa venne demolita nel 1385, quando prese il via l’edificazione del Castello Estense attorno alla Torre dei Leoni. Qualche anno più tardi, nel 1405, con gli stessi mattoni e materiali, il marchese Niccolò II ordinò la ricostruzione della chiesa nell’odierna posizione, l’epigrafe in versi latini sulla fiancata ne è la testimonianza.

Oltre alla doppia edificazione della struttura ecclesiastica è interessante la storia del santo cui è dedicata, San Giuliano. Secondo la leggenda di origine nordica Giuliano era giovane facile all’ira. Una mattina rientrò in casa dopo una battuta di caccia notturna e trovò nel suo letto una donna ed un uomo. Pensando fossero la moglie e un amante li uccise, scoprendo poi che erano invece la madre e il padre, giunti per fargli visita. Schiacciato dai sensi di colpa finì per redimersi dai suoi peccati iniziando una lunga peregrinazione attraverso la penisola italiana, assistendo viandanti e pellegrini per tutto il resto della sua vita e trovando infine la beatificazione. San Giuliano per queste vicende è l’Ospitaliero, patrono degli albergatori e sulla facciata della chiesa ferrarese si trova infatti un altorilievo degli inizi del XV secolo raffigurante parte di questa sua insolita storia.

Inconsueto anche il racconto che si nasconde dietro lo stemma al di sopra del portone d’ingresso col motto Dio lo vuole, il quale ci insegna che probabilmente si tratta di una chiesa templare. Alcune lettere infatti documentano che al suo interno si svolgevano incontri e ritualità legate alle iniziazioni dell’Ordine templare e che Ferrara li difese quando furono perseguitati.

Come molti degli edifici di culto ferraresi di piccole dimensioni, anche San Giuliano ha subito grandi trasformazioni. Gli interni furono completamente rimaneggiati nel XVIII secolo secondo i gusti dell’epoca. La piccola chiesa ospitava opere di Bartolomeo Solati (allievo del Guercino), Tommaso Malmignati, Giacomo Bambini, Cesare Cromer, Giuseppe Menegatti, Gian Paolo Grazzini, Filippo Porri; sul soffitto è raffigurata la Vergine in gloria e i Santi Giuliano, Eligio, Andrea e Luca eseguita dall’Ettori e dal Baseggio durante gli ammodernamenti degli interni approntati nel Settecento.

Nel 1796 la chiesa cessò di essere officiata e restò chiusa per vari anni finchè non fu restaurata e ripulita esternamente nel 1895 con un radicale intervento di ritorno all’antico.

Oggi proprietà dell’arcidiocesi, a causa del terremoto dell’Emilia San Giuliano è attualmente in fase di restauro e buona parte delle opere in essa contenute è stata trasferita.

Ex negozio via Cortevecchia

via Cortevecchia 18b/c, Ferrara
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Bottega, ex sede di attività commerciale, inserita nel contesto urbano del centro storico, appena fuori dalla centralissima piazza Trento Trieste, in cui si trova il Duomo ed a pochi passi da Piazza Cortevecchia. Nel XVI secolo questa piccola piazza ospitava la Sala Grande del Teatro di Alfonso II d’Este che venne in seguito demolito per fare spazio ad edifici di servizio alla corte. Nel XIX secolo Piazza Cortevecchia, da cui il nome della via, ospitò una caserma dei pompieri, tramutata poi in un mercato del pesce in stile littorio nel 1930 circa dall’ingegnere Carlo Savonuzzi, a loro volta demoliti negli anni ’60.

Oggi la piazza ospita un parcheggio ed è direttamente collegata a via Garibaldi. A breve distanza, spostandosi su via Cortevecchia, si può arrivare al Vicolo dei Duelli, punto caratteristico della Ferrara medievale.

Nonostante l’ottima collocazione sia urbanistica che commerciale, negli ultimi anni risente della crisi delle peculiarità commericiali delle botteghe tradizionali, cambiando spesso gestione e restando inutilizzato per lunghi periodi.