Futuro

Così stanno piegando il tempo: la moneta corrente di questa epoca è svalutata, bruciata, gettata al vento. La velocità di un tempo che risucchia il passato per non digerire il presente, impedendoci di prendere visione del futuro. Annichilito da prospettive curve su sé stesse, riposto in un asintoto irraggiungibile, ignorato da una realtà concentrata solo su ciò che è, atrofizzato da una narrazione contemporanea dove il peggio deve ancora venire, abbiamo scelto di (ri)portare al centro della scena il tempo che deve ancora arrivare. Il futuro è la promessa che la fotografia non può mantenere per definizione: per limiti congeniti, perché le immagini colgono l’istante, lo congelano, fissano il tempo per renderlo infinito. Un nodo paradossale che la terza edizione di RIAPERTURE vuole sciogliere: per liberare la fotografia dai suoi confini spazio-temporali, per farla diventare liquida, in divenire. Elettrica. Futura.

‘Futuro’ è il tema dell’edizione 2019 di Riaperture: il festival che riapre spazi chiusi di Ferrara grazie alla fotografia, portando mondi sospesi in mondi chiusi, prende per mano il tempo e gli spettatori, per farci alzare lo sguardo sempre chino dell’epoca in cui viviamo. Un festival che accende futuri diversi in luoghi perennemente sospesi in un passato di percorsi conclusi, scegliendo di raccontare storie in divenire: senza ambizioni archivistiche, senza ricercare esiti in ciò che è già stato, ma proponendo quello che ancora deve accadere, partendo da ciò che già è in atto. Senza promulgare profezie, Riaperture vuole scrivere grazie alle storie degli artisti il futuro dei nostri tempi: cogliendolo nei germogli delle indagini sociali, facendo emergere attraverso la fotografia il potenziale sommerso del reale in grado di svelarci le direzioni future.

RIAPERTURE porta le immagini in spazi della città abbandonati: chiusi da tempo, in fase di restauro, trasformati o in trasformazione. Ogni luogo chiuso ha il suo passato già scritto, e Riaperture ci mostra come potrebbe essere: è la rappresentazione plastica di un futuro urbano ipotetico ma pervasivo, un esperimento in tempo reale che avviene grazie alla ricerca fotografica degli artisti e la curiosità dei visitatori. Un patto silente tra chi osserva e chi fotografa siglato tra la polvere di un festival in evoluzione, per riaccendere il motore del tempo di luoghi usciti dalla linea temporale condivisa della città, abbandonati in aree di servizio mentre lo spazio urbano prosegue senza di loro. Per affermare un’idea di tempo inclusiva, neutra nel dare giudizi ma assolutamente di parte nel voler riportare nel discorso collettivo un approccio aperto (alle domande, agli altri, alle vite) all’indagine del reale, RIAPERTURE sceglie come tema per la terza edizione il Futuro: tutto ciò che deve ancora essere, che sta già accadendo ma non si è ancora definitivamente compiuto.

Nuovi sviluppi, promesse da mantenere, indagini per far accadere durante il festival quello che ancora non è compiuto: il futuro nelle storie di Riaperture 2019 sarà accennato, sussurrato, svelato, mediato. Storie di vite in divenire, scenari già sotto ai nostri occhi che aspettano solo di essere riconosciuti, linguaggi e approcci formali innovativi che mostrano con le immagini il potenziale della società. Le storie di RIAPERTURE 2019 saranno rivelazioni, anticipazioni, istantanee in movimento, strade già fotografate ma ancora da percorrere. Tutto, deve ancora venire.